
Il sito sionista Stop the ISM - messo in piedi da un certo Lee Kaplan - ne pubblica la foto con questa spiegazione:
"A picture of Ewa is below. If you know of her exact location, please email us at info@StoptheISM.com so we can target and take her out once and for all."In alternativa, sempre se volete farla uccidere, potete telefonare direttamente all'esercito israeliano:
Il sito presenta anche la foto del cittadino italiano, Vittorio Arrigoni."ALERT THE IDF MILITARY TO TARGET ISM
Number to call if you can pinpoint the locations of Hamas with their ISM members with them. From the US call 011-972-2-5839749. From other countries drop the 011.
Se vuoi uccidere un italiano telefona allo 00972-2-5839749
di Miguel Martinez
Abbiamo segnalato la richiesta da parte dell'organizzazione di un certo signor Lee Kaplan di dati utili per l'uccisione del cittadino italiano Vittorio Arrigoni, nonché di cittadini di vari altri paesi europei.
No dico, se lo avesse fatto un musulmano, sarebbe stata la notizia di apertura di tutti i telegiornali. Invece, possiamo essere certi che Lee Kaplan non avrà problemi nemmeno a venire in vacanza in Italia. Magari lo vedremo in televisione, intervistato come l'Esperto Americano di turno.
Continuando le ricerche sul commissionatore (si dice così?) di omicidi, vedo che il signor Lee Kaplan dirige un'associazione chiamata DAFKA che paga studenti a tempo pieno per "riprendere le nostre università con la verità" contrastando la "disinformazione antiamericana e antisraeliana".
Gaza, se manifesti ti espello
di Miguel Martinez
Per esercitare il diritto costituzionalmente garantito di protestare contro una strage, partecipando pacificamente a una manifestazione autorizzata, ecco cosa rischiano i meteci, i non cittadini che pure tengono in piedi questo paese.
Gaza, il coraggio di manifestare
di Miguel Martinez
Cinquant'anni fa, quando i lavoratori scendevano in piazza a manifestare, potevano trovarsi davanti dei celerini molto sbrigativi. Che a volte sparavano pure.
Ma i lavoratori migranti di oggi, in particolare quelli di origine islamica, vivono in una situazione molto più precaria.
Servono di meno, e il serbatoio di coloro che li potrebbero rimpiazzare è inesauribile.
Mentre i braccianti emiliani degli anni Cinquanta potevano contare su sindacati e deputati e potevano aprire ovunque sezioni di partito e case del popolo, ai lavoratori musulmani è vietata nei fatti ogni forma di organizzazione diversa dalla frequentazione di luoghi di preghiera - difficilissimi da aprire e sotto incessante sorveglianza, controllati con microspie e telecamere, dove ogni sussurro viene registrato, per identificare eventuali "sentimenti antioccidentali".
Che non si pagano solo con il licenziamento.
C'è l'espulsione. Che può significare pure morire nel deserto libico.
Adopt an Israeli!
di Miguel Martinez
Ogni tanto, qualcuno che si firma "un nazicomislamrevisionista" scrive tra i commenti:
"E poi cosa ci sarebbe di male a boicottare i negozi ebraici? Ottima idea, appoggio l'iniziativa!!!"Mi guardo bene dal cancellare i suoi commenti.
Massimo Pizza, Giuseppe Pizza e i Musulmani Buoni
di Miguel Martinez
Come sapete, esiste un vasto mercato per l'equivalente islamico dello Zio Tom.
Il più noto imprenditore ad aver cercato di occupare questa nicchia è stato Magdi Allam che ha cercato addirittura di fare il papa di tutti i musulmani italiani con l'aiuto del ministero degli interni. Quando il ministro in questione lo ha scaricato (per non parlare di quasi tutti i musulmani residenti in Italia), Magdi Allam è passato a dettare al papa dei cattolici cosa doveva fare.
La civiltà organizzata di Maurizio Gasparri
di Miguel Martinez
Un meraviglioso errore di stampa oggi su Il Firenze, quotidiano gratuito (22 dicembre 2008, p. 4, "E' finita l'era dei fasulli moralizzatori della sinistra"). A una domanda su non importa cosa, Maurizio Gasparri risponde:
"Sono d'accordo che sia difficile confinare l'uso delle intercettazioni solo ai reati di terrorismo e civiltà organizzata".
Pirati somali, rifiuti tossici e spedizioni coloniali
di Miguel Martinez
Morti, profughi, affamati, invasi, ribelli, i somali non fanno notizia.
Da pirati invece sì. E qui qualche nota ci vuole, senza farvela lunga: consiglio vivamente di leggere gli articoli (in inglese) segnalati nei link.
Da quando è crollato lo stato somalo, i pescherecci internazionali - soprattutto giapponesi e indiani - hanno scoperto che non c'erano più guardie costiere a fermarli, anche se entravano in acque territoriali somale. E così hanno ripulito (dal pesce) le coste, lasciando senza risorse i pescatori somali.