martedì, 13 gennaio 2009, ore 18:11

Su Kelebek

Chiedono l'indirizzo di un cittadino italiano per ucciderlo

di Miguel Martinez
Ewa Jasiewicz
, giovane volontaria polacca dell'International Solidarity Movement (ISM), che ha avuto il coraggio di restare a Gaza per aiutare i feriti.

Il sito sionista Stop the ISM - messo in piedi da un certo Lee Kaplan - ne pubblica la foto con questa spiegazione:

"A picture of Ewa is below. If you know of her exact location, please email us at info@StoptheISM.com so we can target  and take her out once and for all."
In alternativa, sempre se volete farla uccidere, potete telefonare direttamente all'esercito israeliano:

"ALERT THE IDF MILITARY TO TARGET ISM
Number to call if you can pinpoint the locations of Hamas with their ISM members with them. From the US call  011-972-2-5839749. From other countries drop the 011.

Il sito presenta anche la foto del cittadino italiano, Vittorio Arrigoni.

Se vuoi uccidere un italiano telefona allo 00972-2-5839749
di Miguel Martinez
Abbiamo segnalato la richiesta da parte dell'organizzazione di un certo signor Lee Kaplan di dati utili per l'uccisione del cittadino italiano Vittorio Arrigoni, nonché di cittadini di vari altri paesi europei.

No dico, se lo avesse fatto un musulmano, sarebbe stata la notizia di apertura di tutti i telegiornali. Invece, possiamo essere certi che Lee Kaplan non avrà problemi nemmeno a venire in vacanza in Italia. Magari lo vedremo in televisione, intervistato come l'Esperto Americano di turno.

Continuando le ricerche sul commissionatore (si dice così?) di omicidi, vedo che il signor Lee Kaplan dirige  un'associazione chiamata DAFKA che paga studenti a tempo pieno per "riprendere le nostre università con la verità" contrastando la "disinformazione antiamericana e antisraeliana".

Gaza, se manifesti ti espello
di Miguel Martinez
Per esercitare il diritto costituzionalmente garantito di protestare contro una strage, partecipando pacificamente a una manifestazione autorizzata, ecco cosa rischiano i meteci, i non cittadini che pure tengono in piedi questo paese.

Si tratta solo di una proposta; però chi la fa non è lo scemo leghista di turno, ma un navigato politico democristiano, oggi sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri.

Si tratta di Carlo Giovanardi, che in una lettera pubblica a Silvio Berlusconi scrive parole che forse tra un secolo - ci auguriamo - fanno l'effetto che ci fanno le invettive dei reazionari ottocenteschi contro i manovali in rivolta.

Gaza, il coraggio di manifestare
di Miguel Martinez
Cinquant'anni fa
, quando i lavoratori scendevano in piazza a manifestare, potevano trovarsi davanti dei celerini molto sbrigativi. Che a volte sparavano pure.
Ma i lavoratori migranti di oggi, in particolare quelli di origine islamica, vivono in una situazione molto più precaria.
Servono di meno, e il serbatoio di coloro che li potrebbero rimpiazzare è inesauribile.
Mentre i braccianti emiliani degli anni Cinquanta potevano contare su sindacati e deputati e potevano aprire ovunque sezioni di partito e case del popolo, ai lavoratori musulmani è vietata nei fatti ogni forma di organizzazione diversa dalla frequentazione di luoghi di preghiera - difficilissimi da aprire e sotto incessante sorveglianza, controllati con microspie e telecamere, dove ogni sussurro viene registrato, per identificare eventuali "sentimenti antioccidentali".
Che non si pagano solo con il licenziamento.
C'è l'espulsione. Che può significare pure morire nel deserto libico.

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Il falso dualismo Iran-mondo arabo
di Gianluca Bifolchi
Facciamo uno sforzo per liberarci dalla geopolitica istupidente degli zelatori dei diritti umani, dei pacifisti, dei dialogo-dipendenti, dei sinistri per Israele (più o meno confessi), dei "tengo famiglia", degli oltranzisti del "processo di pace", e di tutta la genia di commentatori professionali di fatti mediorientali che architettano le capziosità dietro cui si vorrebbe far scomparire la realtà di brutale oppressione del popolo palestinese alle mani d'Israele... e chiediamoci : cosa sarebbe oggi il Medio Oriente senza Hamas e senza Hetzbollah? E dunque: cosa sarebbe il Medio Oriente senza l'influenza dell'Iran (paese arcimediorientale; elemento ultralegittimo della sfera mediorientale), e del suo sostegno a realtà militanti sunnite e sciite del mondo arabo?
Ecco la mia risposta, e vi invito a darne una anche voi per confrontarle.

Attenti ai rigurgiti antisemiti
di Gianluca Bifolchi
Stiamo attenti in queste difficili ore a non dare la stura a rigurgiti antisemiti. Il vecchio pregiudizio antiebraico è duro a morire, e da un momento all'altro, per l'indignazione suscitata dalla condotta criminale dell'esercito israeliano, la bestia potrebbe risvegliarsi. A quel punto si comincerebbe a parlare degli ebrei come se fossero dei volgari e insignificanti scarafaggi palestinesi. Si potrebbero uccidere i loro bambini, come accade con i bambini di Gaza, senza che nessuno nel mondo muova un dito.
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lunedì, 12 gennaio 2009, ore 14:58

Su Tlaxcala

Di semine e raccolti
Discorso del Subcomandante Marcos su Gaza, al Festival Mondiale della Degna Rabbia, 4 gennaio 2009



Forse quello che dirò non è in tema con l'argomento di questo incontro, o forse sì.

Due giorni fa, proprio mentre parlavamo di violenza, l'ineffabile Condoleezza Rice, funzionaria del governo nordamericano, ha dichiarato che quello che stava accadendo a Gaza è colpa dei palestinesi e dovuto alla loro natura violenta.

I fiumi sotterranei che percorrono il mondo possono cambiare la loro geografia, ma intonano lo stesso canto.

E quello che ora ascoltiamo è un canto di guerra e di sofferenza.

Non molto lontano da qui, in un luogo chiamato Gaza, in Palestina, in Medio Oriente, proprio vicino a noi, l'esercito pesantemente armato e ben addestrato del governo di Israele continua la sua avanzata portando morte e distruzione.

I passi che ha intrapreso finora sono quelli di una classica guerra militare di conquista: prima un bombardamento intenso e massiccio per distruggere punti militari “nevralgici” (così dicono i manuali militari) e per “ammorbidire” le fortificazioni della resistenza; poi il ferreo controllo dell'informazione; tutto ciò che si vede e si sente “nel mondo esterno”, vale a dire esterno al teatro delle operazioni, deve essere selezionato in base a criteri militari; adesso il fuoco intenso dell'artiglieria sulla fanteria nemica per proteggere l'avanzata delle truppe verso nuove postazioni; in seguito l'accerchiamento e l'assedio per indebolire la guarnigione nemica; poi l'assalto che conquisterà la posizione annientando il nemico, infine la “pulizia” delle probabili “sacche di resistenza”.

Il manuale militare di guerra moderna, con alcune varianti e aggiunte, viene seguito passo dopo passo dalle forze militari dell'invasore.

Noi non ne sappiamo molto e di certo esistono esperti del cosiddetto “conflitto in Medio Oriente”, però da questo nostro angolo abbiamo qualcosa da dire.

Secondo le fotografie delle agenzie di informazione, i punti “nevralgici” distrutti dall'aviazione del governo di Israele sono case, baracche, edifici civili. Tra le macerie non abbiamo visto bunker, caserme, aeroporti militari o batterie di cannoni. Così noi, perdonate la nostra ignoranza, pensiamo o che l'artiglieria aerea abbia una cattiva mira o che a Gaza non esistano tali punti militari “nevralgici”.

Non abbiamo l'onore di conoscere la Palestina, ma supponiamo che in quelle case, baracche ed edifici abitasse della gente, uomini, donne, bambini e anziani, e non soldati.

E non abbiamo neanche visto fortificazioni della resistenza, solo macerie.

Abbiamo assistito, invece, i futili sforzi dell'assedio informativo e abbiamo visto diversi governi del mondo indecisi tra fare finta di nulla o plaudire all'invasione, e un'ONU ormai da tempo inutile emettere fiacchi comunicati stampa.

Ma aspettate. Ci è appena venuto in mente che forse per il governo di Israele quegli uomini, quelle donne, quei bambini e quegli anziani sono soldati nemici e, in quanto tali, le baracche, le case e gli edifici in cui vivono sono caserme che devono essere distrutte.

Dunque di sicuro il fuoco d'artiglieria che stamane colpisce Gaza serve a proteggere da questi uomini, donne, bambini e anziani l'avanzata della fanteria dell'esercito israeliano.

E la guarnigione nemica che si vuole indebolire con l'accerchiamento e l'assedio di Gaza non è altro che la popolazione civile che vi abita. E l'offensiva cercherà di annientare quella popolazione. E a ogni uomo, donna, bambino o anziano che riuscirà a sfuggire, nascondendosi, dall'assalto prevedibilmente sanguinoso, sarà in seguito data la “caccia” perché la pulizia sia completa e il comando militare dell'operazione possa riferire ai suoi superiori: “missione compiuta”.

Perdonate ancora la nostra ignoranza, forse quello che stiamo dicendo non c'entra. E invece di ripudiare e condannare il crimine in corso, da indigeni e guerrieri quali siamo, dovremmo discutere e prendere posizione sul “sionismo” o l'“antisemitismo” o se all'inizio di tutto ci siano state le bombe di Hamas.

Forse il nostro pensiero è molto semplice, e ci mancano le sfumature e le postille sempre necessarie all'analisi, però per noi zapatisti a Gaza c'è un esercito professionale che sta assassinando una popolazione indifesa.

Chi può restare zitto, in basso e a sinistra?

È utile dire qualcosa? Le nostre grida fermano le bombe? La nostra parola salva la vita di qualche bambino palestinese?

Noi pensiamo che sia utile, sì, che forse non fermeremo le bombe e che la nostra parola non si trasformerà in uno scudo blindato per impedire che quella pallottola da 5,56 o 9 mm con le lettere IMI, Industria Militare Israeliana, incise alla base della cartuccia, colpisca il petto di una bambina o di un bambino, ma forse la nostra parola riuscirà a unirsi ad altre parole nel Messico e nel mondo e magari dapprima diventerà un sussurro, poi si farà più forte e infine si trasformerà in un grido che si farà sentire fino a Gaza.

Non sappiamo voi, ma noi, uomini e donne zapatisti dell'EZLN, sappiamo quanto sia importante, in mezzo alla distruzione e alla morte, sentire delle parole di incoraggiamento.

Non so come spiegarlo, ma risulta che sì, forse le parole che vengono da lontano non riescono a fermare una bomba, ma è come se nell'oscura casa della morte si aprisse una crepa per lasciar filtrare un piccolo raggio di luce.

Per tutto il resto, accadrà quello che accadrà. Il governo di Israele dichiarerà che è stato inferto un duro colpo al terrorismo, nasconderà alla sua popolazione le proporzioni del massacro, i grandi produttori di armi avranno ottenuto un sostegno economico per affrontare la crisi e l'“opinione pubblica mondiale”, questa entità malleabile e sempre a modo, distoglierà lo sguardo.

Ma non è tutto. Accadrà anche che il popolo palestinese resisterà, sopravviverà e continuerà a lottare, e a conservare la simpatia dal basso per la sua causa.

E forse sopravviveranno anche un bambino e una bambina di Gaza. Forse cresceranno e con loro il coraggio, l'indignazione, la rabbia. Forse diventeranno soldati o miliziani di uno dei gruppi che lottano in Palestina. Forse si troveranno a combattere contro Israele. Forse lo faranno sparando con un fucile. Forse immolandosi con una cintura di dinamite legata attorno alla vita.

E allora, dall'alto, scriveranno della natura violenta dei palestinesi e faranno dichiarazioni condannando questa violenza e si tornerà a discutere di sionismo o antisemitismo.

E nessuno domanderà chi è stato a seminare ciò che viene raccolto.

Per gli uomini, le donne, i bambini e gli anziani dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale,

Subcomandante Insurgente Marcos
Messico, 4 gennaio 2009.
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domenica, 11 gennaio 2009, ore 14:21

Su Kelebek

Gaza, chi ha violato la tregua?

di Miguel Martinez
La tesi ufficiale israeliana, secondo cui Israele si sarebbe dovuto difendere da un lancio continuo di razzi palestinesi, è passata pienamente nei media, dove la discussione è solo, se la giusta e legittima reazione israeliana sia stata però sproporzionata.

Questa discussione fa sembrare che ci sia un "dibattito", con la prevedibile divisione tra destra ("puniteli fino in fondo!") e sinistra ("ma no, sono cattivi anche perché hanno sofferto, ci vuole più pietà").

Invece è la tesi stessa a essere falsa, e lo dimostra una fonte davvero insospettabile.

Adopt an Israeli!
di Miguel Martinez
Ogni tanto, qualcuno che si firma "un nazicomislamrevisionista" scrive tra i commenti:

"E poi cosa ci sarebbe di male a boicottare i negozi ebraici? Ottima idea, appoggio l'iniziativa!!!"
Mi guardo bene dal cancellare i suoi commenti.

Calcolate che io faccio la noiosa vita di un traduttore di manuali tecnici. E quindi sarebbe divertente se da queste parti passasse un giornalista e leggesse il commento, per poi certificare questo come il Blog più Pericoloso del Pianeta, almeno il tempo sufficiente perché una decina di ministri e deputati si sdegnino, facciano interpellanze e tutte le altre cose buffe per cui li paghiamo.

Però seriamente, l'unica proposta sensata sarebbe quella esattamente contraria.

I sionisti vogliono che gli ebrei se ne vadano da qui a lì.

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Must video

di Gianluca Bifolchi
Amy Goodman e Norman Finkelstein fanno a pezzettini Martin Indyk, ex ambasciatore USA in Israele, in questa intervista tv sulla crisi di Gaza andata in onda su Democracy Now!. Tra parentesi, con tutto il male che si può dire dei media statunitensi, nei media italiani non vedrete mai una cosa del genere. Per lo meno negli USA sono riusciti a crearsi dei solidi media alternativi.


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ricevo via e-mail da Paolo Barnard:
Il tradimento degli intellettuali
di Paolo Barnard
Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza, diramato dalla sua casa editrice Chiarelettere, che inizia così: “Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani”.
Bene.
Il compianto Edward Said, palestinese e docente di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse anni fa un saggio intitolato “The Treason of the Intellectuals” (il tradimento degli intellettuali). Si riferiva alla vergognosa ritirata delle migliori menti progressiste d’America di fronte al tabù Israele. Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette - che non vedono, non sentono, non parlano - al cospetto dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dell’era contemporanea.
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mercoledì, 07 gennaio 2009, ore 16:40

Su Kelebek

Gaza, carne umana e gilet polari
di Miguel Martinez
Da carnivoro, la dissonanza cognitiva la vivo tutta. Riesco a preoccuparmi per un amico che ha un problema in famiglia, molto di più di quanto mi preoccupi degli esseri viventi cresciuti in stalle soffocanti e poi macellati perché io li mangi mentre chiacchiero di altro. Se mi chiedete davvero cosa ne penso, mi trovo in imbarazzo; ma nei fatti, agisco sempre come se il dolore di un'amica che ha litigato con il moroso sia più intenso di quello di tutti gli animali massacrati dietro mia commissione. Questa distinzione profonda tra umano e non umano, se estesa alla sfera dei bipedi, costituisce l'essenza del razzismo.

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Orgoglio bolivariano

di Gianluca Bifolchi
[Caracas è anche impegnata alla realizzazione di un ponte aereo con Gaza. Traduco dallo spagnolo questo testo con la sensazione di lavorare a un documento che appartiene già alla storia dei popoli -- Gianluca Bifolchi]:
Chávez caccia l'ambasciatore israeliano
Il Governo della Repubblica Bolivariana di Venezuela assiste una volta ancora, insieme ai Popoli del mondo, all'orrore della morte di bambini e donne innocenti, prodotto dall'invasione della Striscia di Gaza da parte di truppe israeliane, e dal bombardamente inclemente che, da cielo e da terra, lo Stato d'Israele scarica sul territorio palestinese.

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5 gennaio, turno di notte
[Dal blog di un medico volontario a Gaza]
20.00: Devo essere all'ospedale Al Quds per il turno di notte alla Mezzaluna Rossa alle 8 di sera, ma mentre sto finendo di scrivere con l'elettricità del generatore arriva uno stranissimo rumore dal mare. È un sibilo come di un razzo molto vicino; V e io ci guardiano, guardiamo la finestra sul mare. Lui si calca il berretto sulla testa e piegandosi si allontana dalla finestra, io mi copro la testa con la giacca così da non poter vedere quello che succede. Ma invece di finire in un'esplosione il suono si smorza e si allontana.
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lunedì, 05 gennaio 2009, ore 11:40

Su Achtung Banditen

Se Hamas non esistesse
di Jennifer Loewenstein
tradotto da Gianluca Bifolchi
Chiariamo una cosa definitivamente. Se la degradazione e la mutilazione all'ingrosso di Gaza continuerà; se la volontà di Israele è all'unisono con quella degli Stati Uniti; se l'Unione Europea, la Russia, le Nazioni Unite e tutte le agenzie ufficiali internazionali e le organizzazioni di tutto il mondo continueranno a star ferme come manichini, senza far nulla, ripetendo "appelli" per un "cessate il fuoco" da "entrambe le parti"; se i codardi, ossequiosi stati arabi rimarranno a guardare i loro fratelli che vengono massacrati di ora in ora mentre l' arrogante superpotenza li tiene minacciosamente d'occhio da Washington per evitare che dicano qualcosa che le dispiaccia; diciamo almeno la verità sul perché questo inferno in terra sta avendo luogo.

Su un articolo di Paolo Barnard
di Gianluca Bifolchi
Articolo interessante di Paolo Barnard sulla necessità di un'azione congiunta in Italia da parte di persone che vogliano modificare la percezione che l'opinione pubblica ha del conflitto israelo-palestinese. Sono d'accordo al 100% sulla necessità di ristabilire la verità storica attraverso un approccio cronistico-documentale che prediliga un taglio semplice e popolare (ma rigoroso), destinato alla gente comune.

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Le vere cause della strage di Gaza

di Miguel Martinez
La differenza tra persone pensanti e buonisti sta nel capire che le guerre non sono come gli tsunami, una roba che scoppia e fa Vittime e Vittimi e noi mandiamo gli SMS di solidarietà.
No, le guerre richiedono un'interazione di un gran numero di uomini adulti e vaccinati che fanno scelte precise e pianificano per mesi o per anni. E spendono, o meglio fanno spendere, anche cifre inimmaginabili. Le guerre, a differenza delle risse tra scimpanzé o tra skinhead e militanti dei centri sociali, hanno quindi dei perché.
Perché Israele ha compiuto, e continua a compiere, la strage di Hanukkah?

Riccardo Pacifici, i massacri di Gaza e il trucco mediatico degli "aiuti"
Il Manifesto di oggi ha pubblicato, a pagina 4, un trafiletto incredibile, che trovo sulla rassegna stampa dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Il trafiletto è scritto con i piedi, in gran fretta e non si capisce bene nemmeno quale sia la fonte. Che sembra sia una mailing list sionista. Visto che ci vanno di mezzo - finora - alcune migliaia di nativi palestinesi arsi vivi, accecati, azzoppati o sepolti sottoterra, credo che sia giusto fare qualche violazione della privacy.

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Prossimo passo a Gaza: evacuazione forzata dei residenti
da Missing Links
tradotto da Andrej Andreevič
L'invasione di terra israeliana della Striscia di Gaza è iniziata sabato dopo il tramonto, ed è stata preceduta, dice il New York Times, da una distribuzione di volantini in "alcuni quartieri residenziali" che avvertivano i residenti di evacuare questi distretti. Si tratta di un nuovo elemento nei piani israeliani; nuovo in termini di attuazione, anche se sappiamo che la rimozione dei civili palestinesi è stata discussa e approvata in linea di principio a una riunione del gabinetto del marzo scorso, subito dopo una visita di Condi Rice. AlQuds AlArabi ha pubblicato il 6 marzo 2008 questa sintesi di un servizio dellaTV israeliana...

Bolton continua a fare il matto

di Gordon Prather
tradotto da Andrej Andreevič
All'alba del 2009 qualche buona notizia c'è. Per esempio, Bolton "il matto" non è più, ufficialmente, in grado di far partire un attacco illegale (ai sensi del diritto internazionale) dell'amministrazione Bush-Cheney contro alcuni impianti iraniani.
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lunedì, 22 dicembre 2008, ore 11:19

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Massimo Pizza, Giuseppe Pizza e i Musulmani Buoni
di Miguel Martinez
Come sapete, esiste un vasto mercato per l'equivalente islamico dello Zio Tom.
Il più noto imprenditore ad aver cercato di occupare questa nicchia è stato Magdi Allam  che ha cercato addirittura di fare il papa di tutti i musulmani italiani con l'aiuto del ministero degli interni. Quando il  ministro in questione lo ha scaricato (per non parlare di quasi tutti i musulmani residenti in Italia), Magdi Allam è passato a dettare al papa dei cattolici cosa doveva fare.

La civiltà organizzata di Maurizio Gasparri
di Miguel Martinez
Un meraviglioso errore di stampa oggi su Il Firenze, quotidiano gratuito (22 dicembre 2008, p. 4, "E' finita l'era dei fasulli moralizzatori della sinistra"). A una domanda su non importa cosa, Maurizio Gasparri risponde:

"Sono d'accordo che sia difficile confinare l'uso delle intercettazioni solo ai reati di terrorismo e civiltà organizzata".
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Le FARC libereranno sei prigionieri
di Gianluca Bifolchi
Brutta domenica per Alvaro Uribe e Ingrid Betancourt. L'agenzia di stampa ANNCOL ha pubblicato un comunicato, con data 17 dicembre 2008, in cui il segretariato delle FARC annuncia il prossimo rilascio unilaterale di sei prigionieri come segno di buona volontà in risposta alla lettera del 17 settembre di intellettuali e personalità colombiani, prima firmataria la senatrice Piedad Cordoba, per l'apertura di un dialogo di pace.

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Stratfor sulla ripresa dei negoziati Russia-USA sul controllo degli armamenti

di Manuela Vittorelli
Il 17 dicembre gli analisti di Stratfor (Strategic Forecasting Inc.) hanno prestato attenzione al viaggio in Russia del senatore Lugar, preceduto di poco dalla significativa visita di Henry Kissinger. Visto che se ne è letto poco traduco qui la notizia, accessibile solo agli utenti registrati.

Braccio destro di Gordon Brown nella direzione di un gruppo anti-Putin
di Robert Watts, Times Online, 21 dicembre 2008, tradotto da Manuela Vittorelli
Uno dei bracci destri di Gordon Brown svolge un ruolo importante in un gruppo di pressione che ha attaccato la leadership di Vladimir Putin definendola “corrotta” e “prepotente”.
Jon Mendelsohn, il principale responsabile della raccolta fondi del partito laburista, è nella direzione della Russia Foundation, un think tank con sede a Londra finanziato da oppositori espatriati del primo ministro russo e del presidente Dmitrij Medvedev.

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Addio all'imperatore: George Bush e le scarpe volanti
di Pepe Escobar
tradotto da Manuela Vittorelli
D'ora in poi saranno tre le immagini storiche che riassumeranno per i posteri la tragedia irachena generata dall'amministrazione Bush: lo sketch “Missione compiuta” di Bush a San Diego; la figura dell'“uomo incappucciato” di Abu Ghraib; e il bacio con la suola all'uomo che ha distrutto l'Iraq. Il rovesciamento della statua di Saddam in piazza Firdous a Baghdad, il 9 aprile 2003, non era che una messa in scena per le reti statunitensi.
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martedì, 16 dicembre 2008, ore 18:36

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Sandinismo VS apartheid

di Gianluca Bifolchi
Occorreva che alla presidenza delle Nazioni Unite arrivasse un uomo del sandinismo e della Teologia della Liberazione come Miguel D'Escoto perché da quegli austeri scranni si sentisse qualche parola decente sull'intollerabile indifferenza della comunità internazionale per le sofferenze che quotidianamente il popolo palestinese subisce ad opera di un regime apartheid come quello dell'occupazione israeliana.

Primo vertice di America Latina e Caraibi (CALC)
di Gianluca Bifolchi
Chissà se oggi il primo Vertice dell'America Latina e dei Caraibi (CALC), per il quale molti dignitari convengono a Salvador de Bahía, Brasile, non segni il superamento di un'impostazione che i due ultimi presidenti brasiliani, Cardoso e Lula, erano riusciti a dare negli ultimi anni al discorso integrazionista, centrandolo sul sudamerica, e con l'esclusione di Messico e Centroamerica, in nome di uno schema di leadership politica ed economica funzionale alla visione di Brasilia.

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Notizie dalla Somalia

di Miguel Martinez
Come sapete, l'occupazione della Somalia avviene ufficialmente con la consacrazione dell'ONU.
E il responsabile dell'ONU per la Somalia è un certo Dumisani Kumalo.
Venerdì scorso, Dumisani Kumalo ha dato un'interessante notizia alla BBC: oltre l'80% dei soldati e delle forze di polizia del cosiddetto "governo transitorio federale" della Somalia "ha disertato, alcuni portando con sé armi, divise e veicoli" e rifornendo la resistenza.
Inoltre, il signor Kumalo spiega anche un altro particolare.


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Negligenza giornalistica: il WaPo, la Russia e il caso Moskalenko
di Mark Ames
tradotto da Manuela Vittorelli
Negli ultimi anni gli editoriali del Washington Post hanno promosso una linea sempre più ostile nei confronti della Russia, descrivendone i complessi sviluppi in termini manicheistici e attribuendo al Cremlino – solitamente Vladimir Putin – tutte le cose sbagliate, vere o immaginarie, che accadevano in quella parte del mondo.
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lunedì, 15 dicembre 2008, ore 16:23

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Nizar Trabelsi o il Diritto Imperiale

di Miguel Martinez
Nei prossimi giorni, i tribunali del Belgio decideranno su un caso di enorme rilevanza per i diritti umani.
Nizar Trabelsi, un tunisino di 38 anni, sarà forse deportato dal Belgio negli Stati Uniti, dove dovrà scontare due ergastoli, nonché 30 anni di carcere nel caso sopravvivesse a se stesso due volte, per aver voluto commettere un reato (senza portarlo a termine) in Belgio, e per il quale ha quasi finito di scontare il carcere in Belgio.

Roberto Sandalo: attentatore per amore di Magdi Allam
di Miguel Martinez
Roberto Sandalo, il fondatore del Fronte Cristiano Combattente, condannato a nove anni e nove mesi di carcere per dieci attentati antislamici, non è a mio avviso il peggiore della sua banda. Anzi, ha avuto il coraggio di mettere in pratica ciò che gli altri sognano e predicano tutti i giorni. Lui ha pagato di persona, gli altri invece si fanno pagare.
Sherif El Sebaie ha pubblicato un interessante articolo sul rapporto Maestro (Magdi Allam) - Discepolo (Roberto Sandalo).

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Argomenti in favore del centrismo
di Gianluca Bifolchi
Secondo me l'errore è stato di mirare a Bush. Se avesse optato per una traiettoria più centrale almeno uno dei due, Bush o al-Maliki, lo avrebbe preso senz'altro.

Guerra asimmetrica e bolivarismo

di Gianluca Bifolchi
Ho già raccomandato a quanti hanno una comprensione almeno elementare dello spagnolo parlato il programma di Venezolana de Television "Dossier", di Walter Martinez. Ritorno a raccomandarlo perché ho trovato la trasmissione del 12 dicembre assolutamente entusiasmante. Walter Martinez intervistava Jorge Verstrynge, politologo e analista di questioni militari, professore all'università Complutense di Madrid.

Su Mirumir 2.0

Da cooperazione a minaccia mondiale: voci su Iran e Eritrea
di Moon of Alabama traduzione di Andrej Andreevič
Due settimane fa un sito internet d'opposizione eritreo ha pubblicato un gossip riguardo la cooperazione tra Iran e Eritrea sulla riapertura di una vecchia raffineria di petrolio ad Assab, in Eritrea.
Questa voce si è trasformata in una vera e propria storia su blog statunitensi, siti di informazione e TV israeliana, riguardo un imminente spiegamento di missili balistici, truppe, sottomarini, elicotteri e UAV (Unmanned aerial vehicle, Veicolo aereo senza pilota) iraniani nella città di Assab per controllare il Mar Rosso.
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giovedì, 11 dicembre 2008, ore 17:39

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Nostra signora degli utili idioti (II)
di Gianluca Bifolchi
Sì, Ingrid Betancourt ha decisamente delle ambizioni politiche ma la sua è una partita difficile, ulteriormente complicata dall'affettazione di gallicismo della grande dama. Non sono convinto, a differenza di molti, che questo sia necessariamente un handicap: le amicizie altolocate in Francia e la popolarità nel resto d'Europa e negli USA possono agire come una potente leva sulla piccola e media borghesia colombiana che, come tutta la borghesia creola, è affetta da complessi di inferiorità verso le vecchie metropoli coloniali.

Parte il SUCRE
di Gianluca Bifolchi
Il ministro dell'economia e finanze venezuelano, Alí Rodríguez Araque, nel corso di una riunione con altri suoi colleghi dell'ALBA, l'Alternativa Bolivariana per i Popoli d'America, ha confermato che la nuova moneta comune, il SUCRE (Sistema Unico di Compensazione Regionale) nella sua prima tappa sarà una moneta elettronica.

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Ancora i "terroristi marocchini" a Milano

di Miguel Martinez
La rivista online MilanoMag ci presenta tre articoli sul caso dei cittadini marocchini Rachid Ilhami e Abdelkader Ghaffir, arrestati a Milano con l'accusa di aver "iniziato a pianificare l'attività preparatoria" per fare degli attentati. In due, dovevano fare tutta una serie di attentati suicidi (ricordiamo che i musulmani non credono alla reincarnazione).
Il primo articolo presenta semplicemente la notizia degli arresti, ma gli altri due offrono informazioni più precise, e quindi ci permettiamo di riportarli entrambi. Anche come esempio di giornalismo non sensazionalistico.

Pirati somali, rifiuti tossici e spedizioni coloniali
di Miguel Martinez

Morti, profughi, affamati, invasi, ribelli, i somali non fanno notizia.
Da pirati invece sì. E qui qualche nota ci vuole, senza farvela lunga: consiglio vivamente di leggere gli articoli (in inglese) segnalati nei link.
Da quando è crollato lo stato somalo, i pescherecci internazionali - soprattutto giapponesi e indiani - hanno scoperto che non c'erano più guardie costiere a fermarli, anche se entravano in acque territoriali somale. E così hanno ripulito (dal pesce) le coste, lasciando senza risorse i pescatori somali.

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